Mercoledì, 29 Marzo 2017 00:00

Ass. Donne Geometra - Negoziazione assistita e separazione: cessione di immobile senza notaio In evidenza

Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Negoziazione assistita e separazione: cessione di immobile senza notaio

Secondo una recente pronuncia di merito (Tribunale di Pordenone, decreto 17 marzo 2017 – allegata alla presente), ai fini della trascrizione degli atti di trasferimento immobiliare eventualmente contenuti in un accordo di negoziazione assistita in materia di famiglia, ex art. 6, d.l. n. 132/2012, non è necessaria l’ulteriore autenticazione delle sottoscrizioni da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato, richiesta dal terzo comma del precedente art. 5.

Il decreto del 17 marzo 2017, con cui il Tribunale di Pordenone ha enunciato il principio di diritto sopra riportato, solleva una questione di portata generale assai rilevante, relativa all’individuazione dei limiti che incontra il giudice in sede di interpretazione costituzionalmente orientata delle disposizioni di legge. Il nocciolo dell’argomentazione pare poter essere individuato nella considerazione, che le norme stabilite dall’art. 6 sono speciali rispetto alle altre dettate dal d.l. n. 132/2014 in materia di negoziazione assistita.

L’art. 6, infatti, detta una disciplina speciale «al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio nei casi di cui all'articolo 3, primo comma, numero 2), lettera b), della legge 1º dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio».

In particolare, l’art. 6 stabilisce le seguenti norme speciali:

  • ciascun coniuge o ex coniuge nel procedimento di negoziazione avente ad oggetto questa materia deve essere assistito da (almeno) un difensore;
  • gli avvocati nel corso del procedimento devono tentare di conciliare le parti ed informarle sia della possibilità di esperire la mediazione familiare, sia, in presenza di minori, dell'importanza per questi «di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori»;
  • ove venga concluso l’accordo, il suo testo deve dare espressamente atto dell’assolvimento di questi adempimenti;
  • l’accordo raggiunto dalle parti deve essere sottoposto al controllo del Procuratore della Repubblica per il rilascio di un nullaosta o di un’autorizzazione;
  • ciascun avvocato ha l’obbligo (sanzionato in via amministrativa) di trasmettere, entro 10 giorni dalla ricezione del nullaosta o dell’autorizzazione, copia autenticata dell’accordo all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto;
  • l’accordo deve essere trascritto ed annotato nei registri dello stato civile;
  • da ultimo, viene espressamente previsto che «L'accordo raggiunto a seguito della convenzione produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono, nei casi di cui al comma 1, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio».

Ma la specialità dell’art. 6 consiste e si esaurisce nelle previsioni sopra richiamate: ai sensi dell’art. 14 disp. prel., infatti, «Le leggi … che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi … in esse considerati».

Di conseguenza, il giudice, per risolvere questioni «generali», che non sono espressamente disciplinate dall’art. 6, deve applicare le disposizioni «di portata generale».

In particolare, l’individuazione dei requisiti necessari affinché un accordo concluso all’esito del procedimento di negoziazione assistita possa costituire titolo per la trascrizione nei registri immobiliari, rappresenta una questione «generale», che deve essere risolta alla luce dell’art. 5, pure «di portata generale».

Nella specie di questa sentenza, questa conclusione appare confermata altresì dalla medesima disposizione speciale: l’art. 6, 3° co., ultimo periodo, infatti, nell’imporre agli avvocati delle parti l’obbligo di trasmissione di copia autenticata dell’accordo all’ufficiale dello stato civile, espressamente richiama la norma generale, precisando che la copia dell’accordo deve essere «munito delle certificazioni di cui all'articolo 5».

Si allega la Sentenza