Martedì, 14 Marzo 2017 00:00

Ass. Donne Geometra - Danni derivanti da infiltrazioni In evidenza

Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Danni derivanti da infiltrazioni

Non scatta il risarcimento del danno non patrimoniale per il mancato godimento dell'immobile, a causa dell'allagamento dell'appartamento del piano sovrastante, se il fatto illecito non costituisce reato e non lede in modo serio diritti della persona costituzionalmente garantiti.

È questo il principio di diritto contenuto nella sentenza n. 4534 del 22 febbraio 2017, emessa dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione.

La suprema Corte ha chiarito che la perduta possibilità di godimento dell'immobile a causa delle infiltrazioni provenienti dall'appartamento vicino può, in teoria, provocare tanto un danno patrimoniale quanto un danno non patrimoniale.

Tuttavia, per ottenere il risarcimento occorre sempre fornire la prova di un preciso e quantificabile disagio.

E con specifico riferimento al danno non patrimoniale, per la sua risarcibilità occorre altresì che l'illecito configuri gli estremi del reato o leda seriamente interessi della persona costituzionalmente garantiti.

La liquidazione equitativa ex art. 1126 c.c. è consentita solo quando, all'esito dell'istruttoria, il danno risulti certo nella sua esistenza, ma incerto e non altrimenti dimostrabile nella sua consistenza.

Detto in altre parole: il giudice può liquidare in via equitativa il danno solo in presenza di due presupposti:

1) l'accertamento dell'esistenza concreta d'un danno risarcibile, prova il cui onere ricade sul danneggiato;

2) in secondo luogo, l'accertamento preventivo dell'impossibilità (o dell'estrema difficoltà) d'una stima esatta del danno, dipendente da fattori oggettivi, e non già dalla negligenza della parte danneggiata nell'allegare e dimostrare gli elementi dai quali desumere l'entità del danno.

Si allega la Sentenza