Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Lavori in ambienti confinati o a rischio inquinamento: le Linee di indirizzo per la gestione dei rischi

Il tema degli ambienti confinati non trova ad oggi una sua collocazione esplicita all'interno del corpus del Testo unico sicurezza (Dlgs. 81/08), né con un Titolo specifico né nell'ambito degli Allegati dello stesso. L’emanazione del D.P.R. 14 settembre 2011, n.177, “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti” ha peraltro generato fin da subito problemi applicativi ed interpretativi, ad oggi non ancora risolti, introducendo tra l’altro criteri vincolanti di qualificazione che si inseriscono però in un sistema nazionale generale di qualifica fortemente differenziato tra settore pubblico e privato. Anche la recente giurisprudenza legata ai casi di infortunio in ambiente confinato soffre della mancanza di una trattazione più estesa del tema nella norma generale, nonché della mancata definizione chiara e univoca di ambiente confinato. Preso atto del quadro normativo e giurisprudenziale attuale il CNI ha redatto un “documento di indirizzo”, destinato in particolare ai colleghi RSPP/ASPP, CSP/CSE ed ai professionisti del settore, ma sicuramente utile anche per i Datori di lavoro Committenti, per le Imprese e per tutte le figure coinvolte.

Si allegano i documenti di indirizzo.

 

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - ECOBONUS 65% E SCONTO FATTURA 

L’acquisto di un climatizzatore prevede l’applicazione dell’ecobonus al 65% e dunque rientra anche nell’ambito dello sconto in fattura istituito dal decreto Crescita.

L’articolo 10 del dl 34/2019 prevede che si possa trasformare la detrazione in uno sconto di pari importo, direttamente sulla fattura del fornitore, che recupererà poi la somma come credito d’imposta.

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - DISTANZE FABBRICATI: NUOVA SENTENZA CONSIGLIO DI STATO

La legge stabilisce delle distanze minime tra una costruzione e l’altra che devono essere rispettate, salvo determinate eccezioni. Così facendo si evita la creazione di spazi angusti ed insalubri tra edifici che potrebbero compromettere la sicurezza e la salute delle persone. La violazione delle norme in materia di distanze comporta che la costruzione effettuata ad una distanza minore deve essere arretrata alla distanza prevista dal codice o dai regolamenti comunali (anche mediante abbattimento di tutto o di parte della costruzione) oltre al risarcimento del danno a carico di colui che ha subito la violazione. 

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Bonus fiscali: non spettano a chi acquista da impresa

In caso di compravendita di un immobile sul quale siano stati effettuati lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica senza che il precedente proprietario abbia potuto richiedere la detrazione fiscale, ad esempio perché si tratta di un’impresa, il bonus non può essere trasferito all’acquirente. Questo anche se i lavori effettuati sono rientrati nella trattativa di acquisto. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 313/2019, riguardante un contribuente che aveva acquistato un immobile da una SGR costituita sotto forma di Spa che, nelle fasi precedenti la dismissione del complesso immobiliare, aveva eseguito interventi di riqualificazione delle parti comuni dell’edificio sostituendo la caldaia e tinteggiando i vani scala. Nonostante i lavori rientrassero tra quelli previsti dalla legge per la fruizione del bonus ristrutturazione (la tinteggiatura dei vani scala) e dell’Ecobonus (la sostituzione della caldaia), la società, che aveva pagato i lavori con bonifico ordinario, non aveva potuto richiedere le detrazioni fiscali perché non spettanti.

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Edilizia libera: interventi ammissibili a detrazione

I lavori di edilizia libera, che non richiedono più la SCIA possono essere compresi nella detrazione al 50% sulle ristrutturazioni: le due normative regolano infatti aspetti differenti, dunque i requisiti per l’agevolazione fiscale restano immutati. Se i lavori sono di manutenzione straordinaria o riguardano l’intero edificio restano detraibili: il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate, in risposta a specifico interpello 383/2019 (allegato alla presente).

Il quesito riguardava interventi su infissi esterni con tinteggiatura ed opere correlate (impalcatura). Lavori considerati di manutenzione ordinaria ai fini delle autorizzazioni (edilizia libera senza SCIA) ma ammissibili a bonus fiscale perché – come spiega l’Agenzia delle Entrate – in base alla legge sulle detrazioni (articolo 16 bis del Tuir, Dpr 917/1986) si tratta manutenzione straordinaria.

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - CATASTO: REVISIONE RENDITA CATASTALE IL COMUNE DEVE SEMPRE MOTIVARE L’AUMENTO DEL VALORE IMMOBILIARE

L’amministrazione comunale è tenuta ad indicare in modo dettagliato quali siano stati gli interventi e le trasformazioni urbane che hanno portato l’area alla riqualificazione non essendo sufficiente far richiamo ad espressioni di stile del tutto avulse dalla situazione concreta. Per la Cassazione, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati (cfr fra le tante Cass. n. 3156 del 17/02/2015, Cass. n. 22900 del 29/09/2017;Cass 2018 nr 16368; Cass 2019 nr 10403 ; Cass 2019 nr 361;Cass 2019 nr 11577. Nell’atto di accertamento l’obbligo motivazionale è assolto in modo rigoroso con la precisa indicazione delle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione a modificare d’ufficio il classamento originario e non già facendo richiamo agli astratti presupposti normativi che hanno giustificato l’avvio della procedura).

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Deposito perizia CTU: con un solo giorno di ritardo riduzione di un terzo del compenso. Sentenza

Quando il compenso del CTU professionista tecnico NON è calcolato a tempo, la decurtazione del compenso di un terzo è automatica se si consegna con un solo giorno di ritardo la relazione tecnica, secondo quanto previsto dall'art. 52 del dpr 115/2002, al fine di disincentivare comportamenti poco virtuosi da parte degli ausiliari del giudice. 

Lo afferma la Corte di Cassazione nella Sentenza n. 22621/2019 del 10 settembre 2019, riferita al caso di un debitore che, opponendosi ad un decreto ingiuntivo, lamentava l'eccessività della liquidazione del compenso ad una geometra, sia quanto alle spese rimborsate all'ausiliario che con riguardo agli onorari riconosciuti per la consulenza-base e per la successiva relazione a chiarimenti, invocando la riduzione di un terzo, ex art.52 comma 2 del dpr 115/2002, degli onorari relativi alla predetta relazione base, essendo stata quest'ultima depositata in ritardo rispetto alla scadenza indicata dal giudice. L'art.52 comma 2 del dpr n.115/2002 prevede che "Se la prestazione non è completata nel termine originariamente stabilito o entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all'ausiliario del magistrato, per gli onorari a tempo non si tiene conto del periodo successivo alla scadenza del termine e gli altri onorari sono ridotti di un terzo".

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - DOSSIER IN TEMA DI RESPONSABILITA' NEGLI APPALTI PUBBLICI

L’ANCE (associazione nazionale costruttori edili) ha pubblicato un dossier contenente le ultime sentenze relative alla responsabilità nell’appalto per rovina, vizi e gravi difetti che possono manifestarsi nei dieci anni successivi all’esecuzione dell’intervento edilizio sull’immobile.

Ricordiamo che secondo l’articolo n. 1669 del codice Civile Rovina e difetti di cose immobili, tale responsabilità deve essere ascritta in via principale all’appaltatore. 

Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta denunzia entro un anno dalla scoperta.

Si allega il dossier

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Studi di Settore: controlli sugli inadempienti

Gli studi di settore sono stati sostituiti dagli Indici di affidabilità fiscale ISA ma non vuol dire che il Fisco non li utilizzi più. 

Nell’ambito delle attività di accertamento, le anomalie che emergono dagli studi o la mancata applicazione dei modelli vengono «valutati per la selezione delle posizioni da sottoporre a controllo, soprattutto in presenza di ulteriori elementi di rischio, che portino a ritenere che vi sia un’infedele dichiarazione di materia imponibile». Lo prevede la circolare 19/2019 dell’Agenzia delle Entrate (ALLEGATA ALLA PRESENTE), che contiene indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale. Dunque, gli studi di settore sono utilizzati dal Fisco per selezionare i contribuenti a rischio evasione. Questo riguarda sia le PMI sia i lavoratori autonomi. La circolare dedica alle due tipologie di contribuenti capitoli separati, prevedendo in entrambi i casi di utilizzare gli studi di settore.

· Per quanto riguarda le imprese, le anomalie vengono utilizzate per misurare il rischio di evasione.

· Per quanto riguarda i professionisti, particolare attenzione sui soggetti esercenti attività di lavoro autonomo che, seppure dichiarino un ammontare elevato di compensi, deducono un importo cospicuo di costi che abbattono in maniera significativa il reddito imponibile.

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Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - ALTEZZA MASSIMA DEI NUOVI EDIFICI: NON SI SUPERA QUELLA DEGLI EDIFICI PREESISTENTI

Ai sensi dell’art. 8 del dm 1444/68 per effettuare una sopraelevazione bisogna tenere contro dell’altezza massima degli edifici preesistenti e circostanti; ma quale edificio deve considerarsi “circostante” rispetto a quello nuovo in via di costruzione?

I chiarimenti arrivano dal Tar Calabria con la sentenza n. 387/2019 che riguarda, appunto, l’annosa questione dell’altezza massima consentita nella realizzazione di nuovi edifici.

Il caso in esame riguarda il ricorso presentato da un privato contro il Comune per l’annullamento del provvedimento con cui il Responsabile dell’Ufficio Tecnico aveva negato il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione dei lavori di ampliamento, sopraelevazione e copertura a falde da realizzarsi sul fabbricato di sua proprietà.

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