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Il Collegio di Lecce a Bologna per il 45° Congresso Nazionale Geometri 2019-12-03 -   Il Collegio di Lecce a Bologna per il 45° Congresso Nazionale Geometri Si è concluso pochi giorni fa a Bologna il 45°Congresso Nazionale Geometri al quale, come Collegio di Lecce, abbiamo pa...
Al via la campagna di orientamento scolastico “Diventa geometra - misurati col futuro” 2019-11-07 -   “Diventa geometra - misurati col futuro” è il titolo della campagna di orientamento scolastico ideata dal Consiglio dei Geometri di Lecce e dal Presidente Luigi Ratano, con il supporto dell...
  • Ass. Donne Geometra - Casa in affitto: a fine contratto l’inquilino non deve imbiancare

    Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Casa in affitto: a fine contratto l’inquilino non deve imbiancare

    È nulla, quindi come se non fosse mai esistita, la clausola che obbliga l’inquilino a fine locazione a eliminare le conseguenze del deterioramento dovuto all’uso normale dell’immobile, quindi ritinteggiandolo. Lo dice la Corte di cassazione (sentenza 29329/2019). Si tratta di una questione che a fine locazione viene sempre messa in discussione, anche se è scritta nel contratto. A volte viene pretesa dal locatore anche se non è scritta.

    La tinteggiatura non è mai dovuta perché, ricorda la Cassazione citando un precedente del 2013, l’unico compenso che può essere trattato e previsto nel contratto è il canone d’affitto: «La clausola che obbliga il conduttore a eliminare, al termine del rapporto, le conseguenze del deterioramento subito dalla cosa locata per il suo normale uso (nella specie ponendo a suo carico la spesa per la tinteggiatura delle pareti) deve considerarsi nulla, ai sensi dell’art. 79 della stessa legge 392/78 perché, addossando al conduttore una spesa di ordinaria manutenzione che la legge impone, di regola, a carico del locatore, attribuisce a quest’ultimo un vantaggio in aggiunta al canone, unico corrispettivo lecitamente pattuibile a carico del conduttore». In sostanza, quindi, niente clausole extra-canone che possano creare un vantaggio per il proprietario: è evidente che la casa deve essere consegnata nel normale stato in cui si trova un immobile dopo un uso prolungato e commisurato alla durata della locazione e non certo rimesso a nuovo e pronto per essere riaffittato il giorno dopo.

    Scritto Mercoledì, 04 Dicembre 2019 00:00
  • Ass. Donne Geometra - Tardivo accatastamento di un immobile

    Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - Tardivo accatastamento di un immobile

    L’Amministrazione finanziaria ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si è consumata la violazione per notificare l’atto di contestazione al soggetto obbligato. A stabilirlo è l’articolo 20 del Dlgs n. 472/1997, il quale dispone che: “l’atto di contestazione di cui all’articolo 16, ovvero l’atto di irrogazione della sanzione, devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione o nel diverso temine previsto per l’accertamento dei singoli tributi”. 
    Nell’ambito della materia catastale, poiché la violazione è correlata alla omessa presentazione della dichiarazione (
    Docfa di accatastamento) nel termine di trenta giorni, previsto dall’articolo 28, comma 1, del Regio decreto-legge n. 652/1939, (Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e formazione del nuovo catasto edilizio urbano), per stabilire l’anno in cui si concretizza la violazione, risulta determinate calcolare con esattezza il suddetto termine. 

    Scritto Mercoledì, 04 Dicembre 2019 00:00
  • Il Collegio di Lecce a Bologna per il 45° Congresso Nazionale Geometri

     

    Il Collegio di Lecce a Bologna per il 45° Congresso Nazionale Geometri

    Si è concluso pochi giorni fa a Bologna il 45°Congresso Nazionale Geometri al quale, come Collegio di Lecce, abbiamo partecipato con una nutrita delegazione di consiglieri, guidata dal presidente Luigi Ratano e dal presidente emerito Eugenio Rizzo. Mai come in questa edizione, intitolata “Geometri: connessi al futuro, progettiamo il domani”, è stato importantissimo incontrarsi e riflettere insieme sulle trasformazioni in atto per la categoria - dalla rivoluzione digitale al ruolo dei professionisti in un contesto economico-sociale in costante evoluzione - attraverso la partecipazione attiva degli iscritti. E proprio questo è stato il valore aggiunto del 45° Congresso, la partecipazione attiva e l’ascolto di tutti i delegati dei vari Collegi italiani nell’ambito di ben 16 tavoli tematici (#Professione: progettiamo il domani, #Mercato e innovazione, #Orientamento scolastico, #Evoluzione normativa e opportunità, #Topografia e Geomatica, #CTU e Mediazioni, #Protezione civile, #Amministrazione di condominio e B.M., #Agricoltura, #Progettazione, #Catasto, #Cantieristica e Sicurezza, #Valutazioni immobiliari e Due diligence, #Antincendio, #Salubrità degli edifici, #Ambiente e Territorio) che ci hanno offerto una molteplicità di stimoli, idee e occasioni di confronto. Una modalità che abbiamo apprezzato davvero tanto, i risultati sono già ottimi, ci caricano di entusiasmo e per questo merito va dato al presidente del Consiglio nazionale Geometri, Maurizio Savoncelli, al vice presidente Ezio Piantedosi, al presidente della Cassa Geometri Diego Buono e, naturalmente, a tutti i consiglieri di Cng e Cassa Geometri.

    La nostra delegazione, in particolare, ha visto protagonisti nei diversi tavoli tematici i consiglieri Sebastiano Cacciatore, Federico Cortese, Paolo Nitto, Giuseppe Nobile, Angelo Rizzoe Antonio Vergara, oltre al presidente emerito Rizzo e al presidente Ratano, il quale ha sottoposto all’attenzione del Cng un documento con una serie di idee e proposte (scaturite dal confronto con tutte le commissioni del nostro Collegio) che sono state subito condivise e apprezzate.

     

    Scritto Martedì, 03 Dicembre 2019 00:00
  • Ass. Donne Geometra - il trasferimento delle servitù attive

    Si pubblica l'informativa dell'Associazione Nazionale Donne Geometra - il trasferimento delle servitù attive

    La servitù attiva, come diritto accessorio, secondo la Cassazione n.29224/2019 si trasferisce necessariamente all'avente causa dell'originario titolare del fondo dominante con il trasferimento di quest'ultimo, senza che sia necessaria la trascrizione e senza che occorra una manifestazione di volontà contrattuale ad hoc (quale una specifica clausola contenuta nell'atto di trasferimento del fondo), e perfino nel caso che l'acquirente ne ignori l'esistenza.

    La servitù volontariamente costituita, per essere opponibile all'avente causa dell'originario proprietario del fondo servente, deve essere stata trascritta o espressamente menzionata nell'atto di trasferimento al terzo del fondo medesimo, rimanendo, altrimenti, vincolante solo tra le parti: tale principio si riferisce alla problematica dell'opponibilità di servitù non trascritta (o richiamata nel titolo successivo) all'avente causa dell'originario titolare del fondo servente.

    Si allega la Sentenza

     

    Scritto Giovedì, 28 Novembre 2019 00:00